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  • Immagine del redattoreMaria Teresa Lombardo

Crimine 3.0 Lupin colpisce su Instagram

Un tranquillo weekend come tanti. Sto guardando la nuova serie Lupin su Netflix, sono intenda a decidere se mi piaccia o meno, quando fa ingresso nella mia vita un Lupin 3.0 che colpisce su Instagram.

La vittima è una mia cliente, modella affermata di cui curo il marketing digitale, mi scrive preoccupata perché il suo profilo è sparito dai social. Il mistero non permane per molto, riceverà da lì a poco una mail di "riscatto".


Una cifra da pagare per avere indietro il proprio account.


Agiamo in fretta, consulto un avvocato esperto il tecnologie web, si sporge subito denuncia. Il pericolo, le spiego, è che in assenza di denuncia in caso di condotte penalmente rilevanti sia lei a essere perseguibile.




No, non è fantascienza e lei non è la prima. Purtroppo non sarà neppure l'ultima perché i cybercriminali sono sempre di più e vi è una generale sottovalutazione del fenomeno.


Alcuni influencer nostrani hanno ricevuto negli scorsi giorni messaggi in Direct coi quali si richiedevano password ed username per presunte violazioni della policy di Instagram, tentativi naturalmente mirati al furto di dati.



Anche il Ministro delle Comunicazioni russo sotto attacco.


Il 16 Novembre 2020 ad essere colpito è stato il Ministro della Comunicazioni russo Nikolai Nikiforov. Il suo profilo, tempestato da immagini della bandiera turca, è stato ripristinato solo dopo ben 9 ore. Fattaccio che ha sollevato non poche polemiche sulla tempestività di azione e sulla sicurezza del social network.




Seppure solo in questi giorni la questione sia balzata alla cronaca italiana con un Emanuela Folliero disperata, era nota già dal 2018 anno in cui ad essere hackerata fu Olia Moda.



Nel Gennaio 2020, l'account della nota stilista Elisabetta Franchi è stato vittima di hacker turchi che, in attesa di un cospicuo riscatto, presero possesso della pagina sotto lo sguardo di 2 milioni di follower. La Franchi ha agito ingaggiando un "cyber guerriero", un finale in linea con il più classico degli storytelling: tutto è bene quel che finisce bene.



Bene però parrebbe non finire per tutti, qualcuno paga. Migliaia di euro per riavere il proprio profilo, mal consigliati o presi dal panico, alcuni di coloro che tramite i propri account guadagnano attraverso sponsorizzazioni optano per il pagamento del riscatto...alimentando le condotte criminali e senza avere in cambio quanto promesso.





Fate attenzione ed affidate i vostri social a chi sappia all'occorrenza offrire supporto legale perché temo che questo fenomeno non sia destinato ad arrestarsi.



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